Nove anni, zero presenze: Branescu, via dalla Juve senza mai giocare

Arrivato nel gennaio 2011, partito lo scorso luglio. L’avventura di Laurentiu Branescu alla Juventus si è conclusa pochi mesi fa, dopo essere rimasto per quasi dieci anni nei ranghi bianconeri. Presenze in prima squadra? Zero. Primavera, prestiti, seconda squadra, ma mai una maglia con la prima squadra.

Era arrivato nel 2011, a 17 anni, quando era considerato uno dei portieri più promettenti del panorama internazionale. Merito anche della sua stazza. Vincendo anche un torneo di Viareggio nel 2012, competizione nella quale Spinazzola venne eletto miglior giocatore.

La stagione 2012/13, la seconda dell’era Conte, l’ha vissuta nel giro dei grandi, arrivando anche a sedersi per otto volte in panchina tra campionato e Coppa Italia, alternandosi con la porta della Primavera . Mai però un esordio. Mai un minuto col bianconero dei grandi.

Poi, dal 2013 al 2020, una serie di prestiti in giro per il mondo. Juve Stabia e Lanciano in B, Haladas in Ungheria, Omonia Nicosia a Cipro, la Dinamo Bucarest in Romania, l’HNK in Croazia, lo Zalgiris Vilnius in Lituania e, l’anno scorso, il Kilmarnock in Scozia da titolare.

A chiamarlo, Angelo Alessio, ex assistente di Conte con cui Branescu aveva lavorato in bianconero nella stagione in cui era rimasto tra i grandi. Totale di una cinquantina di presenze in carriera in prima squadra. Sette nazioni diverse, sette campionati, otto prestiti.

Non gli è bastato per guadagnarsi una chance con la Juventus, non è stato sufficiente nemmeno per entrare nel giro della seconda squadra. A 26 anni, Branescu ha ufficialmente lasciato la Juventus, alla quale non è più legato nemmeno da un contratto, ma solo dal passato.

Il classe 1994 attende ora una nuova avventura, da svincolato, dopo un campionato positivo in Premiership. Ha giocato con tutte le nazionali giovanili rumene, senza riuscire ad arrivare alla prima squadra. Un po’ come successo nella Juve, per la quale però Branescu ha ancora parole al miele.

"La Juve ha uno stile, ti fa crescere dal punto di vista calcistico ma anche da quello umano. Ti insegna tantissime cose: è una società a parte, con uno stile diverso da tutte le altre. Questo lo dimostra la storia di una squadra che punta sempre a vincere, non solo in prima squadra ma in tutte le categorie. Ogni giocatore cresce con la mentalità della vittoria: devi trovare questa strada, e la Juve ti insegna a vincere”.

Un lunga pagina che a luglio si è conclusa. Senza mai riuscire a esordire.

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