Calcio, Koeman: Tornare a Barcellona fantastico, Messi il migliore

"Tornare è fantastico". Parole di Ronald Koeman. Nominato allenatore del Barcellona ad agosto 2020, l'olandese racconta al sito della Uefa i suoi ricordi in Champions League e parla dell'imminente stagione. "Ogni volta che tornavo a Barcellona pensavo 'Ok, rieccomi a casa, a rivedere gli amici'. Conosco molto bene la città e tornarci è fantastico", spiega il tecnico alla vigilia della sfida con il Ferencvaros.

"Sono olandese, ma forse sarebbe meglio dire spagnolo-olandese o catalano-olandese perché sono stato qui nove anni". Sui gol (e sulla vittoria) nelle finali di Coppa dei Campioni 1988 e 1992, Koeman ha proseguito: "Se segni il gol della vittoria diventi l'eroe della serata. È stato bello ed è ancora un bel ricordo, anche perché per il Barça era la prima Champions League. Non puoi paragonare una vittoria ai rigori con un calcio di punizione vincente ai supplementari. Il titolo vinto con il Psv Eindhoven (nel 1988) è stato un po' inatteso, perché per una squadra olandese vincere una coppa così importante è stato straordinario".

Koeman ha poi rievocato il gol nella finale del 1992 con il Barcellona: "Non era preparato. Ricordo ci eravamo allenati sulle punizioni il giorno prima della partita, ma non su quelle di seconda con Stoichkov e Bakero. In partita ci siamo detti: 'Se uno la tocca e Bakero o Stoichkov la ferma, provo a tirare io. Di solido, se tiri così, la palla finisce su un difensore che si sgancia dalla barriera, ma quella volta ho avuto fortuna e per il portiere è stato difficile arrivare in tempo sul secondo palo'".

Nella scorsa stagione, il Barcellona ha subito una pesante sconfitta contro il Bayern Monaco: "Per me, la grande lezione è che se non giochi da squadra non vinci. Il Bayern era in grande condizione e aveva un'organizzazione eccellente. Quella sera ha fatto la differenza", ha dichiarato Koeman. Infine, una battuta su Leo Messi: "Lavoro con Leo e con la squadra da quasi tre settimane. Ho visto subito le sue grandi qualità, ma anche la sua voglia di pressare in avanti. È il migliore perché in campo fa sembrare le cose facili, ma è anche molto intelligente. Intuisce velocemente le situazioni di gioco: vederle è una cosa, ma capirle è un'altra".

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