Prandelli: «Con Mancini una Nazionale giovane e unita»

Mi manca il campo da calcio ma non è che vado a propormi. Se qualcuno pensa che posso dare una mano nella valorizzazione di una la squadra sono disponibile. Il campionato? Io tifo Atalanta e sono convinto che può lottare fino alla fine. È una squadra con idee, programmazione, strategia e che non si arrende. Può essere protagonista". Così Cesare Prandelli, ospite di 'Campioni del mondo', il programma di Rai Radio2. "E’ tornata una bella nazionale, tutto merito del commissario tecnico Mancini.

Ha dato grande convinzione, entusiasmo e creato un gruppo affiatato. L’età media è molto bassa e i ragazzi tutti interessanti, speriamo possa iniziare un ciclo molto lungo", ha aggiunto Prandelli sugli azzurri. Poi un giudizio sul nuovo allenatore della Juventus, Andrea Pirlo: "Ii dirigenti della Juve non sono impazziti in 24 ore, se hanno dato l’incarico a Pirlo è perché hanno ricevuto delle garanzie dal punto di vista gestionale e di leadership. In questo momento non può essere giudicato come allenatore, lo faremo tra due tre mesi, serve questo tempo per dare un’impronta alla squadra".

E su Daniele De Rossi, anche lui impegnato nel corso per diventare mister: "Può diventare un grande allenatore, ma è fondamentale, nel momento in cui decidi di fare l’allenatore, toglierti la maglia da giocatore. È il primo passo importante".

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