Premier league, le big spingono per una “rivoluzione”

La rivoluzione è per adesso solo un'ipotesi all'orizzonte ma tanto basta per spaccare il calcio inglese. Fa discutere la proposta portata avanti dalle proprietà americane di Liverpool e Manchester United per cambiare volto alla Premier League e paventata da Rick Parry, ex dirigente dei Reds e oggi a capo della English Football League (Efl), la lega che gestisce i campionati dalla Championship alla League Two.
Il "Project Big Picture", su cui le big del calcio inglese starebbero lavorando dallo scorso gennaio, prevede una riduzione della Premier League da 20 a 18 squadre (mentre Championship, League One e League Two resterebbero a 24), retrocessione diretta delle ultime due mentre la 16esima si giocherebbe la salvezza nei play-off della seconda divisione, e ancora, abolizione di Coppa di Lega e Community Shield e dei paracadute economici previsti per le retrocesse.

Un format più snello, che sul piano finanziario verrebbe compensato con un fondo da 250 milioni di sterline subito a disposizione della Efl (oltre al 25% dei diritti tv) e con un assegno da 100 milioni per la Football Association. In cambio, pero', ci sarebbe una Lega meno 'democratica' e piu' 'orwelliana' visto che a nove club verrebbe concesso un diritto di voto speciale su certe questioni e gli eletti sarebbero, oltre a Liverpool e United, Arsenal, Chelsea, Manchester City e Tottenham a cui si aggiungerebbero Everton, Southampton e West Ham.

Uno scenario subito bocciato dalla stessa Premier League ("il calcio inglese è il più guardato al mondo, perchè resti così è importante che lavoriamo tutti insieme") e poco gradito anche a Downing Street. "Un progetto del genere minerebbe la fiducia nella governance del calcio", ha fatto sapere ieri un portavoce del premier Boris Johnson. Di diverso avviso i club della EFL, i piu' colpiti dalla crisi e alla ricerca urgente di nuove risorse. "Ci sono societa' che rischiano di sparire nel giro di 5-6 settimane - il monito di Nigel Travis, presidente in League Two del Leyton Orient - Gia' prima della pandemia, il 75% delle societa' era in perdita e non si puo' andare avanti cosi'. Per quanto ci riguarda, il 'Project Big Picture' e' una grande proposta". Ma che ci sia una frattura interna e' abbastanza evidente visto che lo stesso West Ham, uno dei club 'eletti', sarebbe contrario a questo progetto rivoluzionario: passare da 20 a 18 squadre significherebbe rinunciare agli incassi di due gare casalinghe, il tutto per dare maggiore spazio alle competizioni europee e a ricche tournee precampionato di cui beneficerebbero le sei big.

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